Resistance Training Caffè Lo Squat: posizione ufficiale di Resistance Training

Lo Squat: posizione ufficiale di Resistance Training

Sicurezza nello squat

Alcuni medici condannano lo squat, citando quanto siano distruttivi per le strutture del  ginocchio, nonostante studi scientifici e milioni di esperienze personali sostengano il  contrario. Un medico di medicina dello sport mi ha spiegato perché gli squat erano considerati dannosi per le ginocchia. In realtà mi stava dicendo questo tra un set e l’atro dei suoi squat!!  Dal momento che i medici di medicina dello sport vedono solo le persone con lesioni, si può immaginare perché possano aver sviluppato questa convinzione. Le persone che trattano certamente non costituiscono un campione casuale, per non parlare di una popolazione rappresentativa che, come sa qualsiasi scienziato, è essenziale anche per tentare di formulare inferenze.

La nota sulla posizione NSCA osserva:

“Alcune segnalazioni di un alto tasso di infortuni possono essere basate su campionamenti distorti. Altri hanno attribuito lesioni all’allenamento con i pesi, incluso lo squat, che potrebbero essere state causate da altri fattori. Le lesioni attribuite allo squat possono non derivare dall’esercizio stesso, ma da tecnica impropria, anomalie strutturali preesistenti, altre attività fisiche, affaticamento o allenamento eccessivo, utilizzo competitivo dell’esercizio”.

Uno studio iniziale ha suggerito che piegamenti profondi del ginocchio con pesi (squat) fossero pericolose per le strutture legamentose del ginocchio. Numerosi studi successivi concludono che gli squat migliorano la stabilità del ginocchio se la tecnica di sollevamento non sottopone sollecitazioni rotatorie al ginocchio, e la quantità di R sia gestibile. (Fleck e Falkel, 1986).

La posizione  NSCA ( che è quella di Resistance Training) è la seguente: “Gli squat, se eseguiti correttamente e con un’adeguata supervisione, non sono solo sicuri, ma possono essere un deterrente significativo per le lesioni al ginocchio.”

Momenti a confronto (bracci di forza)

Contrariamente alla propaganda importanti autorità di allenamento con i pesi dimostrano lo squat con le ginocchia che si flettono in avanti alla stessa distanza con cui i fianchi si flettono all’indietro. Fredrick Hatfield, Ph.D., il primo uomo a occupare più di 1003 libbre, raccomanda alle ginocchia di estendersi oltre i piedi con la schiena più verticale possibile per lo sviluppo del quadricipite.

 “Allenamento della forza per giovani atleti” di Steven J. Fleck, PhD e William J. Kraemer, PhD, illustrano squat paralleli con le ginocchia che si estendono oltre i piedi (ginocchia che si muovono in avanti con la stessa grandezza dei fianchi che si muovono all’indietro).

La gestione del braccio di leva è necessaria affinché i muscoli e le strutture articolari si adattino al sovraccarico selezionato. Se il ginocchio non si sposta in avanti durante lo squat con bilanciere, i muscoli del quadricipite non vengono esercitati in modo significativo. D’altra parte, possono verificarsi lesioni se il ginocchio o la parte bassa della schiena subiscono forze di coppia maggiori rispetto a quelle a cui sono abituati o adattati.

In genere le forze di coppia sono simili per le articolazioni del ginocchio e dell’anca sullo squat col  bilanciere; le ginocchia si spostano in avanti della stessa misura dei fianchi si spostano all’indietro. In generale, durante uno squat di tipo Powerlift (barra in basso dietro le spalle e una posizione più ampia dei piedi ) il ginocchio non si sposta in avanti come in uno squat di tipo bodybuilding. I fianchi in genere viaggiano più indietro con il busto piegato in avanti su uno squat di tipo Powerlift. Ciò enfatizza gli estensori e gli adduttori dell’Anca e di conseguenza riduce il coinvolgimento dell’estensore del ginocchio. La coppia del ginocchio è ulteriormente ridotta da un’ampia posizione dei piedi. La versione per la Forma e Condizione ricalca esattamente la versione “Hatfield” e con basi più scientifiche quella di Kraemer e Fleck. Che in sostanza è quella del Bodybuilding dove l’attenzione è rivolta allo stimolo muscolare prima ancora della performance limite non dell’esercizio ma della versione particolare di questo studiata per la massima quantità di peso sollevabile. Negli interventi di RT quando si parla di Squat si intenderà la versione “Hatfield”- Fleck Kraemer” che è quella classica del bodybuilding. Rispettando le altre, che dovrebbero dichiarare comunque il diverso obiettivo

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Quello che pensava il Prof. Carmelo Bosco. “Voi dovete sapere che la medicina, la scienza medica è una scienza nata dallo studio della patologia e non dell’uomo sano. La salute è stata definita dalla medicina semplicemente attraverso la rimozione della malattia. Ma noi che conosciamo l’uomo sano, che studiamo come migliorare le prestazioni, che sappiamo quello che serve, non semplicemente per togliere la malattia, ma per preservare un equilibrio di benessere, ebbene noi abbiamo un grande dovere di adattare queste conoscenze e di metterle a disposizione di tutti e non solo degli atleti. E noi sappiamo che non basta dire vai a correre, solleva dei pesi, fai questo esercizio. Occorrono risposte chiare, serie. Perché per una terapia si va dal medico e per l’esercizio ci si fida di chiunque? Di guru improvvisati, di uomini d’affari mascherati da esperti. È il corpo delle persone in gioco, per non parlare del benessere psicofisico. Ecco perché solo una minoranza delle persone fa esercizio regolarmente. Non si convince la gente se non con la serietà e per questo motivo io credo che la scienza dello sport può avere un grande ruolo. Noi siamo coloro che hanno il bagaglio di conoscenze per poter dare risposte giuste non solo a chi dello sport ne fa una professione ma soprattutto a chi vuole usare l’esercizio per stare bene. In un mondo che invecchia queste competenze possono diventare fondamentali per garantire benessere, indipendenza e qualità della vita a milioni di persone”. Prof. Carmelo Bosco nel 2002 in un discorso ai suoi studenti di Scienze Motorie all’Università di Tor Vergata.Quello che pensava il Prof. Carmelo Bosco. “Voi dovete sapere che la medicina, la scienza medica è una scienza nata dallo studio della patologia e non dell’uomo sano. La salute è stata definita dalla medicina semplicemente attraverso la rimozione della malattia. Ma noi che conosciamo l’uomo sano, che studiamo come migliorare le prestazioni, che sappiamo quello che serve, non semplicemente per togliere la malattia, ma per preservare un equilibrio di benessere, ebbene noi abbiamo un grande dovere di adattare queste conoscenze e di metterle a disposizione di tutti e non solo degli atleti. E noi sappiamo che non basta dire vai a correre, solleva dei pesi, fai questo esercizio. Occorrono risposte chiare, serie. Perché per una terapia si va dal medico e per l’esercizio ci si fida di chiunque? Di guru improvvisati, di uomini d’affari mascherati da esperti. È il corpo delle persone in gioco, per non parlare del benessere psicofisico. Ecco perché solo una minoranza delle persone fa esercizio regolarmente. Non si convince la gente se non con la serietà e per questo motivo io credo che la scienza dello sport può avere un grande ruolo. Noi siamo coloro che hanno il bagaglio di conoscenze per poter dare risposte giuste non solo a chi dello sport ne fa una professione ma soprattutto a chi vuole usare l’esercizio per stare bene. In un mondo che invecchia queste competenze possono diventare fondamentali per garantire benessere, indipendenza e qualità della vita a milioni di persone”. Prof. Carmelo Bosco nel 2002 in un discorso ai suoi studenti di Scienze Motorie all’Università di Tor Vergata.