Costruire un atleta

L‘obiettivo a breve di un non allenato

Il nuovo arrivato deve essere attenzionato con sensibilità. Per lui tutto è nuovo. L’ambiente, i comportamenti, il linguaggio, le gerarchie… .    E’ compito dell’istruttore metterlo a suo agio. Un’accoglienza non affettata ne routinaria ma un segnale che distenda le difese di chi entra in un ambiente nuovo per giunta ben attivo fisicamente. Quindi dopo un saluto e breve scambio di informazioni specialmente sullo stato d’animo e sullo stile di vita. In quest’ultimo caso  con molto tatto e magari in diverse occasioni successive. Si passa   all’introduzione nel gruppo dei pari. Presentare primariamente i presenti che sono nello stesso livello di abilità facilitando lo scambio di impressioni. Quindi si passa all’abc dell’educazione motoria che si sviluppa in diverse direzioni.

Rendere coscienti sui seguenti punti:

  1. La posizione del corpo ed il suo comportamento sottocarico
  2. Corretta esecuzione del movimento, esercizio, rispetto all’obiettivo
  3. Consapevolezza dell’intervento delle  sulle strutture di base per la loro conservazione ed il consolidamento.

Resistenza. La quantità del peso selezionata deve essere sui minimi. Spesso ci viene riportato da istruttori che il soggetto “non sente” il carico. Per accentuare la percezione dell’effetto del carico noi consigliamo in questo caso di aumentare il numero di ripetizioni anche di molto, fino a venti. Questo permetterà di tratteggiare senza bisogno di lezioni di anatomia quale è la zona di azione di un determinato movimento.

L’obiettivo di un principiante

Abbiamo convenuto che un principiante sia in prima approssimazione un soggetto entro i sei mesi di frequenza. Il livello di forza suggeriti sono una media, quindi i soggetti si collocheranno sopra e sotto. Possiamo adottare una finestra del 10% che comunque ci darà una prima informazione su chi e dotato e chi meno. L’obiettivo nel medio periodo non è  quello di indirizzarlo verso il b.b. ne ad un fitness di livello ma di predisporre perché questo possa accadere al meglio. Le specializzazione per gli obiettivi di prima sono da attivare in un livello superiore a questo. Gli obiettivi per i primi mesocicli possono essere i seguenti:

  1. Stabilizzazione del rachide e delle strutture preposte
  2. Aumento della R fino al limite di 10RM
  3. Padronanza dell’esecuzione degli esercizi base
  4. Visione del programma in generale che punti ad una efficienza valida per un ottimo stile di vita senza eccellenze specifiche. Le qualità motorie dovranno avere equilibrate attenzioni da parte del tecnico.
  5. Suggerimenti su sane abitudini di stile di vita dovrebbero far parte dello scambio di informazioni. Nessun interesse dovrebbe essere evidenziato da parte dell’istruttore nello squilibrare verso una specializzazione.

L’obiettivo e l’interesse è quello di mantenere la frequenza del cliente per più a lungo tempo possibile. L’ideale sarebbe che facesse del programma un elemento “normale” della sua giornata. Il tecnico dovrebbe essere cosciente che il fitness non gode delle potenti motivazioni degli sport ed alcune delle sue si basano su approdi razionali. Lo dimostra quanti tecnici pongano poco o nullo rilievo sui guadagni di salute ed efficienza sottolineando con troppo fervore i soli guadagni estetici. Certo più potenti nell’immediato, ma meno nel lungo periodo. Se fossero presentati alla pari anche il cliente “modaiolo” se ne ricorderebbe alla prima esperienza relativa.

La redazione

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Quello che pensava il Prof. Carmelo Bosco. “Voi dovete sapere che la medicina, la scienza medica è una scienza nata dallo studio della patologia e non dell’uomo sano. La salute è stata definita dalla medicina semplicemente attraverso la rimozione della malattia. Ma noi che conosciamo l’uomo sano, che studiamo come migliorare le prestazioni, che sappiamo quello che serve, non semplicemente per togliere la malattia, ma per preservare un equilibrio di benessere, ebbene noi abbiamo un grande dovere di adattare queste conoscenze e di metterle a disposizione di tutti e non solo degli atleti. E noi sappiamo che non basta dire vai a correre, solleva dei pesi, fai questo esercizio. Occorrono risposte chiare, serie. Perché per una terapia si va dal medico e per l’esercizio ci si fida di chiunque? Di guru improvvisati, di uomini d’affari mascherati da esperti. È il corpo delle persone in gioco, per non parlare del benessere psicofisico. Ecco perché solo una minoranza delle persone fa esercizio regolarmente. Non si convince la gente se non con la serietà e per questo motivo io credo che la scienza dello sport può avere un grande ruolo. Noi siamo coloro che hanno il bagaglio di conoscenze per poter dare risposte giuste non solo a chi dello sport ne fa una professione ma soprattutto a chi vuole usare l’esercizio per stare bene. In un mondo che invecchia queste competenze possono diventare fondamentali per garantire benessere, indipendenza e qualità della vita a milioni di persone”. Prof. Carmelo Bosco nel 2002 in un discorso ai suoi studenti di Scienze Motorie all’Università di Tor Vergata.Quello che pensava il Prof. Carmelo Bosco. “Voi dovete sapere che la medicina, la scienza medica è una scienza nata dallo studio della patologia e non dell’uomo sano. La salute è stata definita dalla medicina semplicemente attraverso la rimozione della malattia. Ma noi che conosciamo l’uomo sano, che studiamo come migliorare le prestazioni, che sappiamo quello che serve, non semplicemente per togliere la malattia, ma per preservare un equilibrio di benessere, ebbene noi abbiamo un grande dovere di adattare queste conoscenze e di metterle a disposizione di tutti e non solo degli atleti. E noi sappiamo che non basta dire vai a correre, solleva dei pesi, fai questo esercizio. Occorrono risposte chiare, serie. Perché per una terapia si va dal medico e per l’esercizio ci si fida di chiunque? Di guru improvvisati, di uomini d’affari mascherati da esperti. È il corpo delle persone in gioco, per non parlare del benessere psicofisico. Ecco perché solo una minoranza delle persone fa esercizio regolarmente. Non si convince la gente se non con la serietà e per questo motivo io credo che la scienza dello sport può avere un grande ruolo. Noi siamo coloro che hanno il bagaglio di conoscenze per poter dare risposte giuste non solo a chi dello sport ne fa una professione ma soprattutto a chi vuole usare l’esercizio per stare bene. In un mondo che invecchia queste competenze possono diventare fondamentali per garantire benessere, indipendenza e qualità della vita a milioni di persone”. Prof. Carmelo Bosco nel 2002 in un discorso ai suoi studenti di Scienze Motorie all’Università di Tor Vergata.